Inchiesta organi - l'intervista negata dell'arcivescovo Jurkovic

Prosegue la nostra inchiesta sul traffico illegale di organi umani e sui trapianti illegali eseguiti anche in cliniche italiane, come dichiarato dalla giornalista/scrittrice Emilia Costantini in una sua intervista rilasciata a Currunt tv. Qualche settimana fa, precisamente lo scorso 16 febbraio, a Ginevra si è tenuta la ventiduesima conferenza umanitaria internazionale. Ai lavori ha preso la parola anche l’arcivescovo Ivan Jurkoic, osservatore permanente della Santa Sede a Ginevra che ha parlato, come riportato in un articolo dell’Aci Stampa a firma di Andrea Gagliarducci, l’impegno della Santa Sede sul territorio che va ben oltre l’impegno della comunità internazionale. Un impegno per combattere il traffico di esseri umani, in tutti i sensi.
“Ci sono nel mondo circa 21 milioni di uomini, donne, bambini che sono oggetto di traffico, vendute, soggette a condizioni di schiavitù in molte forme ed in molti settori: dall’agricoltura ai servizi domestici, fino alla prostituzione e i casi estremi dei “bambini soldato, del traffico di organi e della vendita” degli stessi bambini. Secondo l’arcivescovo è un numero che cresce di circa 3 milioni all’anno e i più a rischio sono donne e bambini.
Dopo aver letto l’articolo che riportava parte dell’intervento dell’arcivescovo Jurkovic, lo abbiamo contattato e la sua riposta è arrivata celere. Ci ha immediatamente mostrato disponibilità, ma per un’intervista scritta. E così abbiamo inviato le domande come da richiesta (le domande le potete leggere al termine dell’articolo).
Purtroppo, però, la risposta non è stata positiva. L’arcivescovo Jurkovic ha declinato la richiesta di intervista perché, come scrive: “vedo che le domande si concentrano su di un tema assai grave e delicato, quale il traffico illecito di organi, ma che sono particolarmente legati a episodi di cronaca italiana, sui quali non ho alcuna conoscenza né competenza. Mi trovo, pertanto, nella condizioni di non poterLe concedere l’intervista richiesta”.

LE DOMANDE POSTE ALL’ARCIVESCOVO JURKOVIC

S.E. Arcivescovo Ivan Jurkovic, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, come da accordi presi per email, nel ringraziarLa per l’attenzione e la cortesia dimostratami, Le porgo alcune domande che mi interessano per l’inchiesta che sto conducendo sul traffico di organi umani.
1) S.E., appena un mese fa a Roma l’8 febbraio è stato proclamato “giornata mondiale per le vittime del traffico” inteso come schiavitù, prostituzione, ma anche traffico di organi umani e vendita di bambini. Il Papa ha dichiarato qualche tempo fa che il traffico di organi è da considerare un crimine contro l’umanità. In Italia questo fenomeno esiste, ma da più parti viene negato, nonostante io abbia intervistato la giornalista Emilia Costantini (autrice del libro “Quel segno sulla fronte”) e il regista Stefano Reali che parlano di cliniche in Italia che effettuavano sicuramente trapianti illegali di organi umani. Lei cosa ne pensa? (Le invio anche i link delle interviste realizzate: http://www.currunt.tv/it/content/trapianti-illegali-di-organi-intervista... - http://www.currunt.tv/it/content/trapianti-illegali-di-organi-intervista... )
2) Lei conosce don Giacomo Rovera, sacerdote della diocesi di Acqui Terme (Al)?
3) Don Giacomo Rovera per primo ha scoperto i trapianti illegali di organi in Italia e ha comunicato tutto al suo vescovo Piergiorgio Micchiardi (http://www.currunt.tv/it/content/traffico-di-organi-umani-parla-don-giac...) ,dopo averlo anche detto al dottor Renato Bonora, quest’ultimo ha denunciato e ha anche scritto al Papa (lettera consegnata anche brevi manu dal dr. Carlo Negri al segretario di Stato, Mons. Parolin). Una settimana dopo la lettera, don Giacomo Rovera è stato vittima di un presunto attentato (http://www.currunt.tv/it/content/acqui-terme-incidente-don-giacomo-rover...) e mentre si trovava in coma è stato anche denunciato dal Vescovo col supporto di importanti membri vaticani, come il cardinale Domenico Calcagno. Alla luce di ciò, Lei ritiene che possano esserci delle frange all’interno del Vaticano contrari al portare alla luce il traffico illegale di organi?
4) Nel corso della mia inchiesta ho intervistato diverse volte anche il dottor Renato Bonora che, nonostante le numerose richieste, non è stato mai ricevuto da vescovi e cardinali, mentre nel frattempo dal Vaticano hanno inviato un visitatore apostolico (Mons. Carlo Maria Redaelli, vescovo di Gorizia) e il segretario Mons. Luigi Testore, alla diocesi di Acqui Terme. Anche questi ultimi si sono rifiutati di ricevere Bonora che avanza alcune ipotesi che trova nella seguente intervista: http://www.currunt.tv/it/content/il-vescovo-di-gorizia-redaelli-il-suo-s... . So che Lei non c’entra personalmente nella vicenda, ma volevo chiederLe come sia possibile che un uomo di Chiesa resti insensibile alle richieste di intervento per frenare il fenomeno?
5) Ogni anno sono migliaia i bambini che scompaiono, in particolare quelli immigrati che non hanno famiglia. L’immigrazione clandestina offre ancora più “materia prima” per il traffico illecito di organi umani. Molti di questi bambini sono di fede religiosa non cattolica. Crede che ci potrebbe essere il rischio che le frange estreme islamiche compiano ulteriori attentati (anche in Italia) se venissero a conoscenza della portata del problema?
6) Ritiene che possano esserci frange Vaticane in opposizione al Papa che hanno interesse a creare problematiche al Santo Padre in un’eventuale contrapposizione tra la fede islamica e quella cattolica visti gli atteggiamenti degli inviati Vaticani ad Acqui Terme?

Cordialmente,
Maria Chiara Ferraù

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