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Stoppani, ritorna l'incubo del cromo esavalente

Ven, 19/05/2017 - 16:03

L'ex stabilimento Stoppani, tra Cogoleto e Arenzano, ritorna a far parlare di sé. Anzi, si parla dell'inquinamento provocato e che la bonifica non ha ancora eliminato. Ad occhio nudo si possono vedere macchie gialle dai muri di contenimento della fabbrica. Si tratta di cromo esavalente, una sostanza cancerogena e altamente inquinante. L'anno scorso (2016) ci eravamo interessati alla vicenda e avevamo scoperto da un ex autotrasportatore, che i rifiuti speciali, non evidenziati come tali, spesso venivano conferiti illecitamente anche nelle discariche del territorio ligure. Oggi l'incubo cromo esavalente ritorna a farsi sentire, dopo l'ispezione della commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Intanto è ancora in corso l'inchiesta che lo scorso autunno aveva portato al sequestro della discarica Molinetto e che vede indagate 11 persone. Adesso il consigliere comunale di Cogoleto, Alessandro Caruso, chiede che il Comune si costituisca parte civile nel processo che potrebbe scaturire al termine delle indagini.

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Stoppani, verso una nuova emergenza ambientale

Lun, 10/10/2016 - 11:14

Dopo la vicenda giudiziaria che ha coinvolto sette persone per gli interventi di bonifica nell’area ex Stoppani a Cogoleto, sul confine con Arenzano, siamo in presenza di un nuovo allarme ambientale, questa volta riguarda il trasferimento dei rifiuti pericolosi nella discarica del Molinetto. Fino al 2006 il sito ha ospitato gli scarti delle lavorazioni della Stoppani e dunque qui sono stati conferiti cromo esavalente, amianto e vanadio, stante la relazione del professor Prati nell’ambito dell’inchiesta di reato ambientale condotta nel 2007 e conclusasi nel 2010 con alcune condanne che però sono andate in prescrizione.
Il rischio percolato oggi è tangibile ed è la stessa procura della Repubblica a lanciare l’allarme, come pubblicato anche da laRepubblica di Genova. Secondo gli inquirenti sarebbe stata “confezionata” una gara d’appalto per il conferimento di terre da scavo, più che per un vero e proprio risanamento della discarica che, dunque, continua a rappresentare un problema per la salute pubblica. Gli indagati avevano intenzione di falsificare la capienza della discarica Molinetto, aumentando la volumetria da 35 mila a 104 mila, in modo tale da smaltire altri rifiuti pericolosi.
Ma i problemi non finiscono qui. Materiale inquinato proveniente dalla Stoppani, comprese terre esauste che in realtà non lo erano del tutto, è stato conferito nel corso dei decenni non solo al Molinetto, ma anche alla Ramognina e in discariche del centro sud.

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Stoppani, nuovo allarme ambientale per la discarica Molinetto

Dom, 09/10/2016 - 10:58

Dopo la vicenda giudiziaria che ha coinvolto sette persone per gli interventi di bonifica nell’area ex Stoppani a Cogoleto, sul confine con Arenzano, siamo in presenza di un nuovo allarme ambientale, questa volta riguarda il trasferimento dei rifiuti pericolosi nella discarica del molinetto.
La discarica era sorta nel 1992 al confine tra Cogoleto e Varazze e noi ce ne eravamo occupati con diversi servizi già a partire dal 2015.
La discarica Molinetto ha ospitato fino al 2006 gli scarti delle lavorazioni della Stoppani e dunque qui sono stati conferiti cromo esavalente, amianto e vanadio, stante alla relazione del professor Prati nell’ambito del’inchiesta di reato ambientale condotta nel 2007 e conclusasi nel 2010 con alcune condanne che però sono andate in prescrizione.
Il rischio percolato oggi è tangibile ed è la stessa procura della Repubblica a lanciare l’allarme, come pubblicato anche da laRepubblica di Genova.
Nel corso di un summit tra il procuratore capo Francesco Cozzi, il prefetto Fiamma Spena, commissario straordinario per la Stoppani nominato dal ministero condotta dell’Ambiente e i due pubblici ministeri Francesco Cardona Albini e Francesco Pinto che hanno aperto l’inchiesta per “abuso d’ufficio” e “gestione di rifiuti non autorizzata” a carico di 7 pubblici ufficiali, fra cui il commissario straordinario per la bonifica Cecilia Bergamini.
Lo scorso 28 settembre la discarica era stata sequestrata su disposizione del gip Bicoletta Bolelli. Da un lato il provvedimento impedirà che il sito accolga altre terre inquinate, ma rappresenta adesso un’altra emergenza ambientale del ponente genovese. Di questa si dovrà far carico il ministero dell’ambiente per finanziare la bonifica.
Bisogna fare in fretta. I liquami saturi di cromo esavalente stanno inquinando le falde sotterraneee il vicino torrente Arrestra. A quanto pare, la struttura commissariale avrebbe proprio nascosto questo aspetto molto importante dal punto di vista ecologico e ambientale. Secondo gli inquirenti sarebbe stata “confezionata” una gara d’appalto per il conferimento di terre da scavo, più che per un vero e proprio risanamento della discarica che, dunque, continua a rappresentare un problema per la salute pubblica.
Gli attuali sette indagati devono rispondere infatti anche di turbativa d’asta e falso. Tutti fanno capo all’ex provincia e alla struttura commissariale per la bonifica dell’area ex Stoppani per la messa in sicurezza del Molinetto. Si tratta di Cecilia Brescianini, sub commissario nominata dal prefetto, i dirigenti dell’ex provincia Paola Fontanella, Francesco Benzi e Raffaella dagnino; Marco Canepa e Francesco Di Ceglia, geologi dell’Arpal distaccati alla struttura; il geologo Vittorio Asplanato, esperto esterno. Gli indagati avrebbero procurato un vantaggio patrimoniale alla società vincitrice dell’appalto da 8 milioni e 377 mila euro. Indagati anche Sergio e Marco Pancaldi, titolari della Riccoboni spa e Claudio Cambri, direttore generale della stessa società. Infine, il savonese Giovanni Ferro, progettista esecutivo per conto della RIccoboni che fino all'8 settembre 2015 ricopriva il ruolo di presidente del consorzio di depurazione acque di scarico di Savona.
Gli indagati avevano intenzione di falsificare la capienza della discarica Molinetto, aumentando la volumetria da 35 mila a 104 mila, in modo tale da smaltire altri rifiuti pericolosi.
Maria Chiara Ferraù

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La Stoppani e i continui problemi ambientali

Ven, 07/10/2016 - 15:12

Cromo esavalente, vanadio e amianto in concentrazioni che superano i valori limite con percentuali che arrivano a sfiorare il 167.000%. Numeri da capogiro presenti nella relazione del professor Prati, perito nel procedimento penale per disastro ambientale nell'area ex Stoppani nel 2008. I dati oggi ritornano di attualità dopo il sequestro del gip della discarica Molinetto nell'area ex Stoppani nell'ambito dell'inchiesta che vede indagata anche Cecilia Bergamini, commissario per la bonifica. Il cromo esavalente e l'amianto, nonché il vanadio, sono tutte sostanze altamente inquinanti e cancerogene e senza una bonifica corretta continueranno a provocare morte e distruzione nel territorio a uomini, piante ed animali.

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Molinetto, sigilli alla discarica

Gio, 29/09/2016 - 08:34

Discarica del Molinetto sequestrata a Cogoleto. Dopo mesi di attesa è arrivata la decisione del gip Bolelli che ha così accolto la richiesta dei pm Pinto e Cardona Albini.
La richiesta di discarica preventiva era stata avanzata durante l'incidente probatorio nell'ambito dell'inchiesta sulla turbativa d'asta per la gestione della discarica nell'area ex Stoppani, la fabbrica altamente inquinante che ha operato negli anni Novanta al confine tra Cogoleto e Arenzano. Sette le persone indagate fra cui il commissario nominato per la bonifica dell'area.
Secondo il gip dagli accertamenti del perito sono emersi "elementi di difformità tra il bando e quanto fatto, nonché insufficienze di indagine sulle caratteristiche geotecniche del sito, una contaminazione della cava e la necessità di messa in sicurezza".
Le persone indagate sono Cecilia Brescianini sub-commissario per la bonifica, il geologo dell'Arpal Canepa, il geologo Asplanato, Giovanni Ferro, tecnico privato che ha redatto il progetto di risanamento per conto della Riccoboni di Parma, i cui titolari Sergio e Marco Pancaldi sono iscritti nel registro degli indagati con il direttore generale Claudio Cabri. Le accuse a vario titolo sono turbativa d'asta, falso, abuso d'ufficio e reati in materia ambientale.

Il sequestro della discarica Molinetto, area ex Stoppani

La lunga storia della Stoppani, intervista col sindaco Cavelli

Lun, 19/09/2016 - 14:00

Il sito della Stoppani (la fabbrica altamente inquinante che trattava il cromo esavalente) tra Cogoleto e Arenzano in Liguria è finito al centro di un'inchiesta giudiziaria, in particolare per quanto riguarda la correttezza delle operazioni di bonifica. Ne abbiamo parlato con il sindaco di Cogoleto Cavelli.

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Siamo ritornati operativi

Lun, 19/09/2016 - 07:45

Bentrovati a tutti voi, cari lettori di Currunt tv, Varazze è e Cogoleto.pro, siamo finalmente ritornati operativi dopo oltre un mese.
I nostri siti hanno subito un attacco informatico proveniente proprio dal territorio varazzino su cui stanno indagando le forze dell'ordine. Non sappiamo chi sia stato l'hacker. Probabilmente i nostri ultimi servizi di inchiesta hanno dato fastidio a qualcuno.
Noi non demordiamo. Siamo ritornati ancora più motivati e grintosi di prima, pronti ad inserire i servizi che avevamo realizzato qualche settimana fa e a continuare con le nuove inchieste.
Un grazie sentito va a tutti coloro che in queste settimane hanno continuato ad incoraggiarci ed apprezzare il nostro lavoro. Un grazie va anche a chi si è adoperato perché i siti ritornassero online e grazie anche a quanti non apprezzano il nostro lavoro perché siamo sicuri che cambieranno presto idea.

La Stoppani e la lunga storia dell'inquinamento

Lun, 01/08/2016 - 17:42

La fabbrica Stoppani a Cogoleto, ormai dismessa, per decenni ha inquinato il territorio e il mare conferendo rifiuti anche in modo poco corretto e lasciando gli scarti di lavorazione chimica contenenti in particolare cromo persino sul litorale. Abbiamo intervistato un autotrasportatore e un ex dipendente della ditta chimica.

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La croce d'oro di Sciarborasca e dubbi sulla gestione

Lun, 01/08/2016 - 07:39

di DIOGENE
Vediamo se voi della redazione volete fare una bella analisi della festa della croce d'oro. Facendo una premessa, la Croce D'oro di Sciarborasca, è una Onlus, pertanto normata da una serie di agevolazioni fiscali. E' accreditata presso la regione Liguria per quanto riguarda i servizi del 118. Dal loro bilancio pubblicato sul loro giornalino si evince di come le entrate della regione Liguria ammontino a circa 245.000 euro. Lo stesso presidente dichiarava sui giornali che i fondi della regione coprono solo l'80% delle loro spese. Pertanto giustamente si devono autofinanziare in altri modi.
Nello stesso bilancio inseriscono le entrate istituzionali, che tengono conto delle quote iscrizioni dei soci, del 5x 1000, di entrate diverse e delle feste. La croce d'oro all'anno organizza tre eventi la festa sociale di 9 giorni, la castagnata di 3 giorni e fave e salame di altre 3 giorni. Le entrate di tutte queste voci superano appena 180.000 euro. Già su questo valore vediamo come le entrate extra convenzione coprono egregiamente quel gap del 20% che mancherebbe per gestire senza problemi il servizio di autoambulanze, ed avere anche un buon avanzo di cassa. Ma cosa c'e' che non va? I numeri. Sì, i numeri a quanto pare non sono questi. Dimenticavo, nella voce di spesa per organizzare queste feste dichiarano che hanno un'uscita di
quasi 140.000 euro. Mi sembra una spesa eccessiva, sopratutto quando sono tutti volontari a parte i cantanti, i cominci, le band ed il cibo che acquistano. Ma soffermiamoci sulle entrate di una festa quella di luglio ben 9 giorni. Quest'anno i giornali dichiarano che mediamente ogni giorno ci sono 1.500 persone che mangiano in questa sagra. Facendo i conti della serva o della casalinga di Voghera, mediamente ogni persona spende solo nella ristorazione 20/25 euro a persona, più si deve considerare tutto il beveraggio che va fino alle 24 circa, più le lotterie varie. Una birra in bicchiere di carta di circa 40 cl. costa 4 euro presumo che 1.000 persone ne bevano, ed otteniamo un risultato cosi senza esagerare di una festa che incassa tranquillamente 30.000 euro al giorno per i 9 giorni. Pertanto si può dedurre che nel periodo questa festa gli incassi siano molto più alti di quanto loro stessi hanno dichiarato, diciamo che superano tranquillamente i 250.000 euro. Dobbiamo porci delle domande per capire come mai non inseriscono in bilancio i dati corretti, o aumentano le uscite di spesa per
un semplice motivo. Se fosse cosi ufficiale, perderebbero lo status di onlus, in quanto l'attività prevalente non sarebbe più il trasporto dei malati, ma la ristorazione e quindi cambierebbe anche lo scopo sociale di questa organizzazione. Si evince che anche la festa non è regolare nello sviluppo in quanto la normativa del terzo settore che indica come le manifestazione
marginali devono essere svolte, evidenzia il fatto che queste non devono essere fatte in maniera professionale, concorrenziale ecc ecc.mentre la festa ormai è a tutti i livelli un vero e proprio business. Buona riflessione.

Cogoleto - bonifica Stoppani e discarica Molinetto, parla il consigliere Biamonti

Sab, 30/07/2016 - 10:43

Si attende la decisione del Gip in merito alla richiesta di sequestro della discarica Molinetto area ex Stoppani, la fabbrica altamente inquinante sita al confine tra Cogoleto e Arenzano. Il consigliere comunale di Cogoleto, Francesco Biamonti, da anni si spende per far luce sui metodi della bonifica e sulle condizioni della discarica Molinetto. Lo abbiamo intervistato.

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Il pm chiede il sequestro della discarica Molinetto. paura per l'inquinamento

Ven, 29/07/2016 - 11:45

In attesa della decisione del Gip in merito alla richiesta di sequestro della discarica Molinetto area ex fabbrica Stoppani a Cogoleto, da uno degli impianti fuoriesce un rivolo d'acqua che si riversa nel torrente arrivando a mare. L'acqua sarà inquinata?

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La Stoppani diventa un Horror

Sab, 21/05/2016 - 20:05

Di che L'Inse - Cogoleto, 21/05/2016

Orrore al quadrato per Andrea Biscaro, nel suo nuovo romanzo, un eco-thriller, un horror di militanza ambientale, che trasforma in un mostro da pelle d’oca l’impatto di sostanze non biodegradabili sul territorio. È la collana “L’orrore l’orrore”, delle monzesi La Ponga Edizioni, ad ospitare “Cromo” (pp. 128, euro 11,00), pubblicato ad Aprile 2016 con una copertina che riesce come poche a rappresentare efficacemente la vicenda raccontata.

Giovane la casa editrice, giovane l’autore. La Ponga è nata nel 2012, attenta a generi narrativi dal giallo al nero gotico, senza escludere il fantastico e il fantascientifico. Andrea Biscaro, ferrarese residente nell’isola tirrenica del Giglio, ha solo 36 anni, anche se vanta una carriera significativa, tanto da romanziere che nel mondo della musica, come cantautore. In questa veste, può inserire nel curriculum la collaborazione conTiziano Sclavi, il papà di Dylan Dog: insieme hanno confezionato a quattro mani il libro-cd “Ballate della notte scura” (Squilibri, 2013). Tra i suoi romanzi vanno poi segnalati l’horror-zombie “Il buio nella bocca” (Safarà, 2013), l’horror “Il Vicino” (Safarà, 2014) e i gialli “Illune” e “Sangue d’Ansonaco” (Effigi, 2011 e 2015).

Ma veniamo al nuovo, nuovissimo, ecoaggressivo “Cromo”.
Quella fabbrica, quella puttana di fabbrica, ha prodotto veleni per cento anni e non smette, nonostante tutto. È una struttura che dovrebbe risultare ormai mera archeologia dello sviluppo, chiusa da tempo, in Liguria, a ridosso del litorale tra Varazze e Cogoleto. Se però anche nella realtà le carcasse post industriali continuano a diffondere inquinanti, figurarsi cosa può accadere in una fiction letteraria orrorifica. Quel colosso ligure immaginario diventa un golem, un grande essere informe, con quel Forno 70 che fuma ancora.
A Biscaro sembra congeniale il gioco degli specchi: un autore di thriller che racconta di un autore di thriller. Il protagonista della storia è un collega immaginario di Andrea ed è un noir a sfondo ecologico anche il libro che lo scrittore Antonio Brando (le iniziali, A. B., solo un caso?) che i lettori ricorderanno in azione e reazione (alle non poche sorprese), nei due gialli pubblicati da Effigi.

Lo ritroviamo invecchiato, immusonito, demotivato. L’ultimo thriller di successo risale a sette anni prima, poi il tracollo, mentale e fisico. Nell’ufficio milanese della sua storica agente letteraria, si presenta come un grasso signore senza più fiato e senza più desideri, un ricco e annoiato scrittore in pensione. Intanto, ha subito un incidente disastroso, che lo ha segnato. E fuma, senza ritegno.
Ma l’algida Valentina dimostra di credere ancora in lui (sebbene non si sentano da due anni) e gli propone un progetto interessante, una nuova collana di noir di ecomafia: i disastri ambientali italiani. La casa editrice offre un ottimo contratto e il primo soggetto, quello relativo al caso Stoppani, è davvero inquietante.

“Secondo me lo racconteresti da Dio!”

Costruito nei primi del 1900 da un industriale milanese, lo stabilimento produceva composti di cromo, impiegando nel processo produttivo sodio e potassio. Altre aziende erano nate in diversi Stati, trasformando il gruppo in una multinazionale della chimica, ma inquinando intanto pesantemente le falde acquifere, il fiume, il mare e il litorale, oltre all’area della fabbrica, ora dismessa. Uno dei più terribili disastri ambientali, forse il più misterioso.
Valentina insiste. Antonio, scettico sulle prime, comincia a provare curiosità. Avverte anche un brivido. C’è qualcosa di oscuro in quella fabbrica, qualcosa da svelare.
In Liguria abita Simona. Non si sentono da anni, ma c’è stato qualcosa tra loro. Quando decide di lanciarsi nel progetto, Brando la contatta con tanta faccia tosta e chiede di ospitarlo. Lei acconsente. Non è cambiata affatto, anzi, sembra più giovane di allora, la pelle tesa, abbronzata, il fisico atletico. Sorride, spalanca le braccia.

Quello che è cambiato è lui, ingrassato certo, ma dopo l’incidente ha scoperto di avere una specie di sesto senso, delle visioni, come sogni ad occhi aperti, quando è molto teso, nelle situazioni di pericolo o di mistero. Fatti del passato, flash sul futuro. Questa sensibilità tornerà a tormentarlo nell’avventura in cui si è cacciato. Quella fabbrica non è morta, anche se tutti si ostinano a ripetere che il disastro ecologico è cosa risolta e la bonifica completata. Poi, un ex operaio, Luigi, lo contatta, dicendo di avere cose importanti da dirgli. E Simona è rapita …

Cogoleto, 21/05/2016

Di Che L'Inse

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Giornalisti Cercasi

Ven, 20/05/2016 - 14:19

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Argomento Trattato: Varie

Stoppani Prima Maniera

Gio, 19/05/2016 - 16:00

Di Publires - Cogoleto, 19/05/2016

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Notizie sui Tannini: proprietà e uso acido tannico

Gio, 12/05/2016 - 03:57

Di Contessa - Cogoleto, 12/05/2016

Alcuni chimici Stoppani Cogoleto interpellati tecnicamente in merito uso"tannini per concia pelli" hanno risposto così al sindaco di Varazze Alessandro Bozzano.
Premesso che la Stoppani era l'unica produttrice in Italia dei derivati di cromo ed una delle poche in Europa(Germania , Inghilterra, paesi dell'est).

Quindi in Italia erano collegate alla Stoppani tutte le aziende che conciano e pelli,alcune in provincia di Genova e la conceria Rocca in provincia di
Savona. Il concentramento massimo di concerie in Italia é in val D'Arnoe provincia di Vicenza, la Stoppani aveva acquisito anche la chimica
vicentina,veneta,Stoppani sud a Marcianise-Caserta facenti parte tutte del gruppo Stoppani.
L'alto sviluppo qualitativo dei suoi prodotti esportati in tutto il mondo é dovuto alla determinazione ed incessante attività di ricerca per migliorare
i propri prodotti ed essere leader sul mercato Europeo. A tal fine esistevano ben due laboratori che si occupavano esclusivamente di
ricerca e perfezionamento qualitativo,il primo ubicato a Cogoleto all'interno dello stabilimento ed il secondo a Corsico Milano.
In data 12/09/1990 i responsabili laboratorio Corsico realizzavano la prima unità di prova per produzione semi-scala "tannini e pps".
Considerata la complessità di tale ricerca e prevedendo buoni sviluppi la presidenza Stoppani ha incoraggiato i responsabili a proseguire il loro
lavoro ed in data 09/06/1995 é nato un ulteriore impianto pilota denominato" Tanoplen".
Quanto sopra per far comprendere quanto laboriosa sia la preparazione, affinamento impiantistico, le prove per poter poi realizzare un apparato
produttivo finale che produca un prodotto da "ELITE" che possa avere un mercato consolidato ed essere competitivo all'estero.
Purtroppo come è noto 14 anni fa la Stoppani di Cogoleto ha cessato le sue attività lavorative ed il progetto reparto produzione "tannini" non sarà
mai fatto in Italia ma in altri stati dove è presente la multinazionale Stoppani.
A disposizione per ulterioriori chiarimenti.
Affermare che la conceria Rocca usasse tannini per la concia pelli alla luce di queste precisazioni dettagliate appare bizzarro, in particolar modo in
periodi dove non si conoscevano appieno ne erano mai state iniziate in Italia prove per utilizzo esclusivo di acidi o fonti vegetali che consentissero un
utilizzo su scala industriale per impedire il marciume del pellame con una corretta azione di concia,conservazione, morbidezza,pieghevolezza
caratteristiche ottenute coi prodotti Stoppani.
Occorre in fine sottolineare che la Stoppani fino alla sua chiusura non ha mai utilizzato tannini solo fatto prove a Corsico.

Cogoleto. 12/05/2016

Contessa

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Stoppani - La Storia e i Pericoli

Mer, 11/05/2016 - 09:21

Di Axelrod - Cogoleto, 10 maggio 2016

Per meglio comprendere la complessa problematica relativa all'inquinamento provocato dal CROMO e DERIVATI della STOPPANI con le conseguenze ambientali
note nei comuni limitrofi, bisogna conoscere le indispensabili MATERIE PRIME usate da detta fabbrica per le sue produzioni.

Esse sono: calce, zolfo, dolomite, melasse di glucosio solido, bisolfito di sodio, idrossido di sodio (da cui si ricava allumina - ossido di alluminio), bicarbonato di soda, carbonato di sodio,
acido solforico, acido cloridrico, acido formico, allumina (N.B.: acido cloridrico, acido formico, allume potassico e solfato di alluminio sono MATERIE PRIME STOPPANI per la CONCIA PELLI).
Ne consegue che i residui e/o SCARTI DI LAVORAZIONE depositati nelle varie discariche SPECIALI potrebbero contenere alcune parti di quanto sopraddetto.
Le riserve maggiori del minerale detto "CROMITE" si trovano in Sud Africa e Rhodesia, Zimbabwe (alta qualità), pochissime negli USA, notevoli giacimenti in Russia, buoni nei paesi dell'est Europa.
La Stoppani era costretta ad approvvigionarsi di questa preziosa materia prima utilizzando stive di navi da carico con scalo nel porto di Savona.
Parte della cromite veniva stoccata con teleferica a Cairo Montenotte e/o trasportata cono speciali autotreni a Cogoleto con cadenza mensile.
Seguivano le specialistiche e pericolose fasi lavorative con passaggi nei vari reparti muniti di sofisticati apparati prodotti in Germania,
Inghilterra, Francia, Svezia, USA, ecc. Pochissimi reperiti in Italia poiché, come noto, la Stoppani era la sola a produrre CROMO e quindi non esistevano macchinari adeguati a consentire
le lavorazioni degli agenti chimici sottoposti a temperatura e pressione corrosive.
Infatti alcune pompe, valvole, serracinesche, parti meccaniche varie prodotte in Italia necessitavano di modifiche interne usando componentistiche di leghe speciali reperite in Svezia
tipo L, uranus B . titanio, ecc, con evidenti costi altissimi.
La filosofia della PRESIDENZA, LE SUE DIRETTIVE INDEFETTIBILI, LINEE GUIDA per conduzione impianti si possono così riassumere: dal minerale estero si
estraeva tutto il cromo possibile con ciclo di ore continuativo senza soste, super sfruttando impianti e personale come oramai e pubblico e noto a tutti.
A ciclo produttivo completato rimaneva un residuo solido, uno scarto detto "terre di risulta", molto compatte.
Per 80 anni circa sono state depositate sul litorale vicino alla foce del torrente Lerone in attesa che le mareggiate e/o nubifragi vari provvedessero allo smaltimento !
Era un'area riservata con regolare concessione demaniale !
Esisteva anche una galleria che passando sotto l'Aurelia collegava direttamente lo stoccaggio di queste TERRE al litorale di Cogoleto mediante vagoni su binario Decauville.
Anche a VARAZZE, similmente, esisteva la medesima sorta di galleria che collegava la CONCERIA ROCCA AL LITORALE ED AL MARE !
Con la presa di coscienza, in seguito, di pericoli ambientali, sono sorte "DISCARICHE SPECIALI" in area detta Rio Loaga, Pian Masino,
infine nella ex cava materiali per edilizia PESCE PIETRO, in località Molinetto di Cogoleto.
Ciò che meraviglia è il seguente fatto: sembra che nessuno si sia mai preoccupato di isolare la base, il fondo dove venivano stoccati questi "RESIDUI DI LAVORAZIONE",
ovvero tutto veniva depositato su terra battuta, incuranti di eventuali e certe penetrazioni di nocivi nel sottosuolo, in presenza di eventi atmosferici
Per quanto riguarda imballaggi che contenevano semilavorati e materie prime, gli Enti preposti li hanno trovati sepolti in varie aree della fabbrica.
A VARAZZE NON SAPPIAMO come la Conceria Rocca abbia smaltito i medesimi che erano forniti dalla Stoppani, ovvero questi rifiuti speciali che con calore
ed umidità aderivano agli imballi usati dalla Stoppani per le vendite dei suoi prodotti per la concia delle pelli.

10 maggio 2016

Axelrod

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Discarica Molinetto

Lun, 09/05/2016 - 18:39

Di Franco - Cogoleto, 09/05/2016

http://www.regioni.it/cms/file/Image/upload/seminari/9_101115/Materiali/...

Qui sopra un link interessante che spiega cosa teoricamente lo stato dovrebbe fare per sanare il problema delle discariche, ovvero anche la bonifica di quelle messe sotto sanzione.
Invece a Cogoleto si è messa in sicurezza questa discarica per continuare ad utilizzarla e poi? che senso ha utilizzarla per poi bonificarla in seguito, comunque oltre a questo link
volevo portare alla vostra attenzione gli interessi del pd su questa discarica.
Infatti il nostro comune con la vicesindaco pd, marina costa, ex assessore di Collegno, è riuscita a portare nel nostro comune una società Avventura Urbana, per farle fare delle consulenze.
Avventura Urbana, fa capo a Iolanda Romano, che attualmente è commissario del terzo valico. Nelle interviste che trovate in rete, vi è la notizia che deve trovare discariche
per ospitare materiale contenente amianto, che stranamente il nostro comune si è subito inchinato a questa richiesta. Grazie per la vostra attenzione.

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Molinetto, Arrestra e a Ponente ?

Ven, 06/05/2016 - 18:28

Di Che L'Inse - Varazze, 27/04/2016

L'Arrestra.
Un torrente. Uno dei tanti corsi d'acqua che serpeggiano pieni di anse e segnano i ripidi impluvi sfociando nel mar Ligure. Quel mar Ligure infilato in cima al Tirreno che costituisce, a sua volta, la cupola del Mediterraneo; uno dei mari più chiusi del mondo su cui si affacciano le zone più antropizzate e depauperate della terra.

L'Arrestra definisce anche il confine geografico tra Varazze e Cogoleto e tra la provincia di Savona e quella di Genova.
Per la Chiesa però Cogoleto resta compreso nella Diocesi di Savona e Noli.
Però a Savona e negli ambienti ecclesiastici pieni di pettegolezzi, si dice che presto li vescovo della diocesi di Savona-Noli venga eliminato e la dalla città eterna, arriva una consegna precisa: sopprimere questa diocesi ligure e riperimetrare tutto. Voci, voci di popolo che se trovassero conferma tra poco ci sarà un suoer vescovo con una diocesi di ampissima estensione. Chissà.
Perché ci occupiamo di questo e perché bisogna fare presto ?
Semplicemente perché la chiesa è forse l'unica salvezza, come al solito. Finché la diocesi resta confinata come ora c'è la speranza che qualche buon pastore se ne occupi e se ne deve occupare con estrema urgenza perché sembra che i conflitti di competenza territoriale tra gli enti - Varazze, Cogoleto e Savona, Genova - rappresentino l’unico alibi per trincerarsi su aspetti e impedimenti burocratici e amministrativi tali da costringere a restare fermi e nascosti tutti gli amministratori nonostante ci si ritrovi di fronte a seri rischi per la salute. Ecco quindi che, una volta di più, dobbiamo ricorrere e confidare nell'unica monarchia assoluta che funziona da 2016 anni: la Chiesa.

Ritorniamo all'Arrestra. Ha origine dalle pendici meridionali del Monte Beigua e sfocia tra Varazze e Cogoleto dopo un percorso di circa 12 km.
Sotto viene riportato il grafico rappresentativo della piovosità e portate conseguenti.

Quindi arriva a mare tanta acqua, tantissima e poco prima della foce l'acqua del torrente l'acqua si mescola con quelli che pare siano potenti veleni tra cui il CROMO.
Tutti sanno che il cromo si può trovare nell’ambiente in tre forme stabili: metallico, trivalente Cr(III) ed esavalente Cr(VI) ma pare che nessuno sappia che il Cromo esavalente è considerato altamente tossico.
Le persone possono essere esposte a cromo con la respirazione, mangiando o bevendo ed attraverso il contatto della pelle con cromo o composti di cromo.
Se poi fai il bagno in acque altamente contaminate il rischio è incalcolabile.

Problemi di stomaco e ulcera
Problemi respiratori
Indebolimento del sistema immunitario
Danni a fegato e polmoni
Alterazione del materiale genetico
Cancro ai polmoni

Siccome i rischi per la salute associati a esposizione a cromo sono veramente allarmanti e la forma esavalente e' altamente tossica, cosa succede ? Niente, pare che non importi a nessuno.
Cogoleto sposta i veleni di uno stabilimento pieno di cromo nella ex cava attigua all'Arrestra e, così facendo, pensa di bonificare il mondo intero. Varazze sta a guardare dall'altra sponda perché la ex discarica, dove è stato depositato e continuano a portarcene almeno altri 160.000 mc di cromo e veleni altamente tossici, non è nel suo territorio.
E' oltre frontiera.
Ecco quindi che il vescovo, almeno lui e per il buon Dio, deve prendere una decisione urgente che forse avrebbe dovuto assumere già da tempo.
Basta forzare un po il catechismo, interpretare bene i Patti Lateranensi, e chiamare a Savona i due sindaci delle bellissime cittadine rivierasche, confessarli, fargli recitare il mea culpa per penitenza e fargli capire se lo fanno o lo hanno fatto o se lo sono o lo continuano ad essere..
Basterà mostrare ai due primi cittadini questi dati:

Varazze, 27 aprile 2016

Che L'inse

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Relazioni sulla Stoppani

Ven, 06/05/2016 - 15:53

Di Publires - Varazze, 27/04/2016

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Cromo per Concerie

Ven, 06/05/2016 - 03:33

Di Contessa - Varazze, 06/05/2016

Premesso che la Stoppani ai primi del 900 inizia la sua attività con delibera consiglio comunale Cogoleto come azienda insalubre di 1° categoria
Il cromo é di importanza vitale per i progettisti di materiale strategico e bellico
Cromo significa speciali cuscinetti a sfera, strumenti di precisione, armi, missili, leghe per aerei a reazione, impiegati su navi, sottomarini, satelliti, ecc.
Se non c'è cromo di ottima qualità non si hanno motori affidabili per turbine d'aereo

Sintetizzo uso per concerie: si usano i sali dell'acido cromico Stoppani (h2 c2o4) che sono:
- bicromati, colore rosso\arancio che sono energici ossidanti in soluzione acida
- cristalli di cromo, (secchi o umidi) si ottengono al reparto A.C. con aggiunta di h2 so4 (Acido Solforico)
- al2(so4)3 =xx (Cristalli)
- allume potassio per concia pelli, gli allumi sono entrambi solfati doppi di al (o fe o cr)

Nella scala sicurezza A.C. e derivati vedrete: acido fortemente corrosivo ed ossidante (comburente) e tossico
Ciò spiega giustificate preoccupazioni per la salute umana.
Per questi motivi hanno prodotto per 100 anni lasciando in eredità un territorio inquinato come da perizia del prof. Paolo Prati alla procura penale già sul sito.

Varazze. 06/05/2016
Contessa

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